Malattie infettive

Tubercolosi

La tubercolosi (spesso abbreviata in TBC) è una malattia polmonare causata dal Mycobacterium tuberculosis, noto anche come Bacillo di Koch. Caratterizzata da una tosse persistente e sanguinolenta, la malattia attacca prevalentemente i polmoni ma può colpire anche altri organi.

    Tubercolosi

    La tubercolosi si contrae tramite l’inalazione di particelle contenenti il bacillo: saliva, sputi, colpi di tosse o starnuti risultano altamente contagiosi. I pazienti immunodepressi come i sieropositivi sono di gran lunga più vulnerabili al contagio.

    Per secoli, la tubercolosi è stata una delle malattie più mortifere per l’uomo. Grazie al miglioramento delle condizioni generali di vita e ai progressi della ricerca medica, nel corso del Novecento la TBC si è ridotta progressivamente fino alla sparizione pressoché totale in Europa.

    Sintomi

    Oltre a una tosse persistente e fastidiosa, i pazienti affetti da TBC sperimentano anche altri sintomi:

    • Febbre
    • Andatura zoppicante
    • Perdita di peso
    • Inappetenza
    • Dolore al petto
    • Sudorazione notturna

    Il decorso clinico si articola in due fasi:

    Fase I

    Nello stadio iniziale, i bacilli raggiungono i polmoni e danno luogo a un’infiammazione che viene contrastata dal sistema immunitario, formando i cosiddetti tubercoli. In questa fase gli agenti patogeni non sono in grado di diffondersi oltre i polmoni, pertanto i pazienti non sono contagiosi.

    Se i focolai infiammatori non vengono isolati tempestivamente, l’ammalato inizia a percepire i primi sintomi sotto forma di tosse, febbre, sudorazione notturna, perdita di appetito. L’evoluzione successiva dipende dallo stato di salute del paziente: in un individuo dal sistema immunitario intatto, la tubercolosi si arresta a questo stadio, sebbene i batteri rimangano nel corpo a tempo indeterminato.

    Fase II

    La seconda fase subentra in circa il 10% degli infetti e si manifesta con una riacutizzazione dei sintomi iniziali. A questo punto, gli agenti patogeni distruggono il tessuto polmonare che viene espulso tramite tosse ed espettorazione. Questi materiali biologici sono altamente contagiosi.

    I sintomi tipici della tubercolosi nella seconda fase sono:

    • Tosse violenta con espettorazione color giallo-verde
    • Dolore al petto, mancanza di respiro
    • Astenia e forte debolezza
    • Febbre leggera

    Se la fase II non viene trattata, alla fine i batteri penetrano nel flusso sanguigno infettando gli altri organi e causando dolore addominale (TBC intestinale), dolori al petto (TBC pleurica), gonfiore (TBC ossea). Grave mal di testa, vomito, febbre, rigidità del collo e perdita di coscienza sono sintomi di meningite tubercolare.

    Tubercolosi miliare

    La tubercolosi miliare è una complicazione comune nei soggetti con sistema immunitario compromesso, caratterizzata dalle dimensioni contenute delle lesioni (da 1 a 5 mm). Il suo nome deriva dall’inconfondibile aspetto registrabile con una radiografia al torace: tanti puntini sparsi nei polmoni che ricordano dei semi di miglio.

    Questa forma della malattia, che si manifesta in circa il 2% di tutti i casi registrati, può infettare qualsiasi organo tra cui fegato, polmoni e milza. Chi ne è affetto sperimenta dei sintomi aspecifici come tosse, ingrossamento dei linfonodi e del fegato. Se non trattata opportunamente, la prognosi è nefasta. I batteri invadono i sistemi linfatico e circolatorio conducendo a sepsi, coma e infine morte.

    Diagnosi

    Per la diagnosi di tubercolosi è fondamentale rintracciare il Mycobacterium tubercolosis in un campione biologico prelevato dal paziente. A tal fine è utile effettuare una radiografia dei polmoni (o di altri organi), un esame dell’espettorato tramite microscopia a fluorescenza e una biopsia del polmone.

    Uno degli strumenti più recenti e affidabili è il cosiddetto test di Mantoux, o il test di Mendel-Mantoux (noto anche come test di sensibilità alla tubercolina o test di Pirquet), probabilmente il più adoperato test cutaneo alla tubercolina. Prevede l’inoculazione sotto pelle di un estratto di tubercolina: nel caso il soggetto sia positivo, dopo circa 72 ore si registra una reazione cutanea con arrossamento e gonfiore.

    Molto autorevole è la reazione a catena della polimerasi (PCR), che rileva il materiale genetico dei batteri della tubercolosi in un campione biologico prelevato dal paziente.

    Trattamento

    Il trattamento contro la tubercolosi fa uso di antibiotici per uccidere i bacilli.

    La TBC latente viene trattata con isoniazide (da solo o in combinazione con rifampicina o rifapentina) per almeno tre mesi, per impedire che la malattia degeneri nella fase sintomatica.

    Nel caso della tubercolosi attiva, si ricorre a combinazioni di antibiotici diversi per ridurre il rischio che i batteri sviluppino resistenza agli antibiotici. La terapia attuale prevede un cocktail di antibiotici contenenti rifampicina, isoniazide, pirazinamide ed etambutolo per due mesi, seguito da quattro mesi con soltanto rifampicina e isoniazide.

    In caso di ricadute, si dovrà ricorrere a un test per determinare se e a quali antibiotici i bacilli hanno sviluppato resistenza.

    Prevenzione

    La prevenzione della tubercolosi si basa principalmente sulla vaccinazione dei bambini e sulla diagnosi precoce dei casi attivi, per evitare la diffusione dell’epidemia.

    L’unico vaccino attualmente disponibile è il Bacillus Calmette-Guérin (BCG), da somministrare in tenera età. Grazie a questo, il rischio di contrarre l’infezione scende del 20% e il rischio che l’infezione si trasformi in malattia attiva di quasi il 60%. Va tenuto presente che l’immunità diminuisce dopo circa dieci anni dall’inoculazione.

    Oltre a questo, vi sono delle buone pratiche da attuare per ridurre il rischio:

    • Indossare una mascherina in un posto affollato, specialmente in paesi ad alto tasso di TBC
    • Coprirsi la bocca quando si tossisce o si starnutisce
    • Evitare di sputare in un luogo pubblico

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