Morbo di Crohn: malattia infiammatoria cronica. Cause, sintomi e cura

Morbo di Crohn

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica che colpisce qualsiasi parte del tratto gastrointestinale, dalla bocca fino all’ano. La maggior parte dei casi registrati riguarda però il tratto prettamente intestinale, in particolare l’ileo e il colon (o intestino crasso).

Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2019

    Morbo di Crohn

    L’infiammazione del morbo di Crohn causa dolore, indebolisce il corpo e a volte degenera in complicazioni potenzialmente letali per il malato. Tra queste, le più comuni sono il restringimento dello spazio intestinale e la formazione di un dotto (fistola) che collega l’intestino alla superficie della pelle vicino all’ano o alla vagina.

    La malattia di Crohn alterna dei periodi di remissione, durante i quali i sintomi sono assenti, a periodi di recidiva che mettono a dura prova il malato.

    Cause

    Non c’è ancora un’assoluta chiarezza su quali siano le cause del morbo di Crohn. La maggior parte degli esperti concorda sul ruolo di una combinazione di diversi fattori:

    1. Predisposizione genetica. Sebbene il Crohn non sia una malattia ereditaria in senso stretto, la componente genetica è rilevante. Inoltre compare con frequenza molto più alta in alcuni gruppi etnici (come gli ebrei ashkenaziti).
    2. Fumo. I tabagisti hanno il doppio del rischio di sviluppare il morbo di Crohn rispetto alle persone che non fumano. Inoltre, in loro i sintomi della malattia colpiscono con maggior durezza al punto da dover ricorrere all’intervento chirurgico.
    3. Disturbi del sistema immunitario. Alcune patologie fanno sì che le cellule che dovrebbero proteggere l’intestino dai batteri nocivi attacchino anche i batteri probiotici che aiutano nel processo digestivo, causando un’infiammazione del tratto gastrointestinale che può sfociare nella malattia di Crohn.

    Complicazioni

    Il morbo di Crohn può causare notevoli complicazioni che mettono a dura prova la resistenza dell’organismo. Fra queste possiamo trovare:

    • Fistole. Si tratta di canali formati da ulcere che mettono in comunicazione due cavità interne dell’organismo. Nei soggetti affetti da malattia di Crohn si formano fistole che dalle pareti del tubo digerente penetrano nella vescica, nella vagina, nell’ano o possono sfociare nella pelle. Questi fenomeni causano dolore, febbre e infezioni.
    • Blocco del tratto digestivo. La malattia può indurire le pareti dell’intestino tenue, causando blocchi nel flusso di cibo che vanno rimossi chirurgicamente.
    • Ulcere. Causate dall’infiammazione cronica, possono interessare la bocca, l’intestino, l’ano e gli organi genitali.
    • Inappetenza. Diarrea, dolori addominali e crampi possono causare difficoltà nel mangiare e digerire il cibo, impedendo il corretto assorbimento dei principi nutritivi.
    • Osteoporosi. Diminuzione della densità ossea.
    • Anemia da carenza di ferro. Dovuta all’emorragia nel tratto digestivo.

    Inoltre, la malattia di Crohn aumenta il rischio di cancro al colon.

    Diagnosi

    La diagnosi del morbo di Crohn non è sempre semplice e spesso richiede esami approfonditi.

    I test più frequenti per determinare se una persona è affetta o meno dalla malattia sono:

    • Esame del sangue. È il test di base per accertare lo stato generale di salute e se c’è un’infezione.
    • Esame delle feci. Vengono controllate per esaminare l’eventuale contenuto di sangue e di muco. Con questa procedura si può determinare se i sintomi che il paziente accusa sono causati da dei parassiti oppure siamo di fronte a un effettivo Crohn.
    • Colonscopia. Inserendo un tubo flessibile dotato di telecamera nell’intestino crasso attraverso l’ano e il retto, i medici possono accertare la gravità e l’estensione dell’infiammazione. L’esame è utile per valutare lo stato della mucosa intestinale e verificare se ci sono alterazioni nei tessuti e infiltrazioni di globuli bianchi.
    • Ecografia delle anse intestinali. Grazie a questo test, si può controllare la parete intestinale in modo accurato.
    • Enterografia TC (tomografia computerizzata). Utile per diagnosticare la malattia di Crohn nell’intestino tenue.

    Sintomi

    I sintomi del morbo di Crohn variano di intensità: per alcuni pazienti sono lievi e non inficiano la qualità della vita, mentre in altri casi sono molto gravi.

    I sintomi più comuni del Crohn sono:

    • Stanchezza
    • Dolori addominali e crampi
    • Diarrea prolungata
    • Feci mescolate a muco e sangue
    • Scarso appetito
    • Perdita di peso
    • Febbre superiore a 38°
    • Nausea
    • Dolori articolari e gonfiore
    • Infiammazione e irritazione degli occhi

    Nei bambini, l’infiammazione cronica dell’apparato digerente impedisce l’assorbimento dei principi nutritivi del cibo. I piccoli crescono meno e più lentamente dei loro coetanei sani.

    Trattamento

    Allo stato attuale, non esiste una cura definitiva in grado di debellare il morbo di Crohn. Il trattamento si concentra sull’alleviare i sintomi e far durare il periodo di remissione il più a lungo possibile. Nel caso il paziente sia un bambino, a questi obiettivi si aggiunge quello del normale sviluppo.

    Di seguito alcuni dei farmaci prescritti per alleviare i sintomi del Crohn:

    • Farmaci anti-infiammatori come la sulfasalazina e la mesalazina. Sono spesso usati come primo trattamento per i pazienti con questa malattia di Crohn.
    • Corticosteroidi. Questi farmaci vengono somministrati se il paziente non risponde ai vari trattamenti. I corticosteroidi possono ridurre le reazioni infiammatorie in varie parti del corpo ma causano effetti collaterali come gonfiore del viso, diabete, ipertensione, sudorazione notturna, insonnia e iperattività. Per questo motivo non vanno prescritti per più di quattro mesi.
    • Immunosoppressori. Agiscono sul sistema immunitario in modo da alleviare le reazioni infiammatorie nel tratto digestivo. Funzionano molto meglio se combinati con altri tipi di immunosoppressori come azatioprina e mercaptopurina.
    • Infliximab, adalimumab e certolizumab pegol. Questi tre farmaci sono inibitori del fattore di necrosi tumorale, che si ritiene concorra allo sviluppo della malattia.
    • Metotrexato. Rappresenta un’alternativa qualora gli altri farmaci immunosoppressori non possano essere usati. Sconsigliato alle donne in gravidanza.
    • Ciclosporina. Usata per trattare le fistole causate dalla malattia di Crohn, causa importanti effetti collaterali.
    • Natalizumab e vedolizumab. Bloccano la risposta delle cellule immunitarie alle integrine, riducendo l’infiammazione.
    • Antibiotici. Utili nel trattare le fistole e gli ascessi, combattono anche i batteri dannosi che si annidano nell’intestino.
    • Integratori di vitamina D e calcio. Riducono il rischio di osteoporosi.
    • Antidolorifici. Di solito si usa il paracetamolo.